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“Palettes”

La Galleria GINOMONTI arte contemporanea è lieta di presentare la mostra “Palettes”. Saranno esposte opere di Getulio ALVIANI, Ubaldo BARTOLINI, Andrea BOLDRINI, Mario CONSIGLIO, Sergio FERMARIELLO, Edoardo LANDI, Luigi MAINOLFI, Manfredo MASSIRONI, Mario NALLI, Ugo NESPOLO, Luigi ONTANI, Michelangelo PISTOLETTO. Cosa sarebbe il pittore senza la sua tavolozza? Prolungamento ideale del braccio del pittore, essa, la tavolozza, con tutte le vernici ordinatamente disposte nel loro primigenio e incontaminato splendore, già sembra, di per sé, un’opera d’arte astratta che, al tempo stesso, evoca la dimensione concreta, manuale, artigianale del fare artistico. Ma, a ben vedere, ogni artista ha la sua tavolozza, la sua palette, intesa come la gamma cromatica a lui più cara, o come l’insieme dei tratti e degli stilemi peculiari del proprio linguaggio espressivo. L’intento della mostra PALETTES è di riunire questi due complementari significati attraverso un’operazione originale: trasformare la tavolozza ‒ considerata nel primo, più ristretto e concreto senso ‒ da imprescindibile mezzo a opera a se stante, oggetto e fonte d’ispirazione della fantasia dell’artista. O, meglio, degli artisti chiamati a confrontarsi con questo inedito soggetto, i cui stili abbracciano Astrattismo, Arte Concettuale, Pittura Colta, Optical Art, Pop Art.  Quasi a formare, nell’insieme, una metaforica Tavolozza di poetiche: di palettes, appunto.  La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 31 marzo 2018 negli spazi della Galleria, in P.zza del Plebiscito, 38 (Ancona), negli orari di apertura previsti (i pomeriggi dal martedì al sabato dalle 17 alle 20).

Febbraio-Marzo 2018


“Palettes” – Inaugurazione

La Galleria GINOMONTI arte contemporanea è lieta di presentare la mostra “Palettes”. Saranno esposte opere di Getulio ALVIANI, Ubaldo BARTOLINI, Andrea BOLDRINI, Mario CONSIGLIO, Sergio FERMARIELLO, Edoardo LANDI, Luigi MAINOLFI, Manfredo MASSIRONI, Mario NALLI, Ugo NESPOLO, Luigi ONTANI, Michelangelo PISTOLETTO.

Cosa sarebbe il pittore senza la sua tavolozza? Prolungamento ideale del braccio del pittore, essa, la tavolozza, con tutte le vernici ordinatamente disposte nel loro primigenio e incontaminato splendore, già sembra, di per sé, un’opera d’arte astratta che, al tempo stesso, evoca la dimensione concreta, manuale, artigianale del fare artistico. Ma, a ben vedere, ogni artista ha la sua tavolozza, la sua palette, intesa come la gamma cromatica a lui più cara, o come l’insieme dei tratti e degli stilemi peculiari del proprio linguaggio espressivo. L’intento della mostra PALETTES è di riunire questi due complementari significati attraverso un’operazione originale: trasformare la tavolozza ‒ considerata nel primo, più ristretto e concreto senso ‒ da imprescindibile mezzo a opera a se stante, oggetto e fonte d’ispirazione della fantasia dell’artista. O, meglio, degli artisti chiamati a confrontarsi con questo inedito soggetto, i cui stili abbracciano Astrattismo, Arte Concettuale, Pittura Colta, Optical Art, Pop Art.  Quasi a formare, nell’insieme, una metaforica Tavolozza di poetiche: di palettes, appunto.

Sabato 24 febbraio 2018, ore 18.00


Andrea Boldrini

Andrea Boldrini ha iniziato da giovanissimo ad esporre le sue opere per poi collaborare con Gallerie di rilievo come Cannaviello di Milano, Annina Nosei, Pio Monti di Roma, Il Polittico di Roma, Galleria Bianca Pilat di Milano, Galleria Gino Monti di Ancona, Flowers East Gallery di Londra e la Figurative Art Ireland di Dublino. Ha realizzato mostre personali e collettive in molti Musei tra i quali Flash Art Museum di Trevi e Palazzo dei Priori di Fermo (1994), Museo Paolo Pini di Milano (1996), Roof Garden Palazzo delle Esposizioni di Roma (2002), Mole Vanvitelliana di Ancona (1997, 2003), Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro di Roma (2003, 2005), Palazzo Medici Riccardi di Firenze (2012), Scuderie Aldobrandini di Frascati (2013), la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (2013), Palazzo Collicola di Spoleto (2015) e la Quadreria Cesarini di Fossombrone (2016). Parallelamente alla carriera artistica ha conseguito la maturità classica, la laurea in giurisprudenza e il diploma universitario in scienze religiose. Il linguaggio pittorico di Boldrini è altamente simbolico. I soggetti ricorrenti delle sue opere sono infatti già di per sé stessi intrisi di una semanticità plurima e talvolta nascosta: pecore abbandonate al loro destino, sedie cardinalizie vacanti o occupate da enigmatiche figure, uomini e donne in attesa di un qualche messaggio o segnale. Tale componente simbolica – strutturata «secondo una logica non convenzionale», in cui «non tempo e spazio sono le categorie dominanti, ma intensità e associazione» (Angelo Capasso) – va specificandosi e arricchendosi di nuovi sensi, nel momento in cui li si osserva nel loro rapporto con l’invasivo ambiente, naturale o cosmico, che li ospita. Non di semplice e pura sovrapposizione degli uni con l’altro si dovrebbe parlare: piuttosto, di immersione o di emersione, a seconda dei casi. Talvolta le sue figure e i suoi oggetti sembrano voler scomparire nello sfondo, lasciare una flebile traccia del loro passaggio. Talaltre si stagliano più nettamente, si impongono allo sguardo come vere e proprie epifanie, suggeriscono la rivelazione di un mistero pur senza mai svelarlo del tutto, lasciando intorno a sé un alone di incompreso che si fonde, idealmente, con spogli paesaggi (collinari e montuosi) o con le scie delle galassie. Proprio l’universo, di cui Boldrini è appassionato osservatore e studioso, è il fulcro di parte della sua produzione più recente (documentata nella mostra Redshift, presso la GINOMONTI arte contemporanea, Ancona, 2015), dove si manifesta l’intento di innestare la ricerca escatologica su di una dimensione cosmologica: ciò che queste affascinanti opere testimoniano è allora la ricerca di una terza via, che si ponga come mediana tra l’incanto e il terrore che tanto l’esperienza del sacro quanto quella dell’universo suscitano, e come mediatrice, creativa e feconda, tra le dimensioni apparentemente inconciliabili della fede e della scienza.

 


ArtePadova 2017 – 10-13 Novembre 2017

ArtePadova 2017, Galleria GINOMONTI arte contemporanea (Padiglione 7, stand 210): opere di Carla Accardi, Ubaldo Bartolini, Andrea Boldrini, Giorgio Cutini,  Riccardo Gusmaroli, Alfredo Saino, Mario Schifano, Giulio Turcato, Nicholas Bodde, Claud Hesse, Angelo Iodice, Daniela Alfarano, Mario Nalli.


ARTVERONA 2017 – 13-16 ottobre 2017

ARTVERONA 2017 (13 – 16 ottobre), GINOMONTI arte contemporanea (PAD 12, stand L9): opere di Carla Accardi, Getulio Alviani, Ubaldo Bartolini, Andrea Boldrini, Giorgio Cutini, Giuliano Giuliani, Riccardo Gusmaroli, Eliseo Mattiacci, Francesca Monti, Alfredo Saino, Mario Schifano, Maurizio Taioli, Giulio Turcato.


ARTVERONA 2017 – 13-16 ottobre 2017


ArtePadova 2017 – 10-13 NOVEMBRE 2017

La Galleria GINOMONTI arte contemporanea sarà presente ad ArtePadova 2017, con opere di Carla Accardi, Ubaldo Bartolini, Andrea Boldrini, Giorgio Cutini,  Riccardo Gusmaroli, Alfredo Saino, Mario Schifano, Giulio Turcato, Nicholas Bodde, Claud Hesse, Angelo Iodice, Daniela Alfarano, Mario Nalli.

Dal 10 al 13 Novembre, Padiglione 7, stand 210


ARTVERONA 2017 – 13-16 Ottobre 2017

La Galleria GINOMONTI arte contemporanea sarà presente ad ARTVERONA 2017, con opere di Carla Accardi, Getulio Alviani, Ubaldo Bartolini, Andrea Boldrini, Giorgio Cutini, Giuliano Giuliani, Riccardo Gusmaroli, Eliseo Mattiacci, Alfredo Saino, Mario Schifano, Maurizio Taioli, Giulio Turcato.

Dal 13 al 16 Ottobre, Padiglione 12, stand L9